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Chi sono gli Hell Boys ?

Gli hell boys sono inizialmente, e parliamo dell'inizio del 2009, cinque amici che un po' per caso, un po' per gioco hanno scoperto la passione per la MTB.

Il nome Hell Boys deriva dal fatto che quando hanno fatto le loro prime uscite su dei cancelli, qualcuno addirittura arrugginito, avevano come sogno quello di riuscire quanto prima a risalire la famosa discesa dell'inferno senza fermarsi.

La passione è andata crescendo, le uscite sono diventate un appuntamento fisso e i vecchi cancelli sono stati sostituiti con delle MTB.

Come spiegare questa passione...........Proviamoci:

Quando sono stato invitato per la prima uscita ho accettato con diffidenza in quanto con la bicicletta non mi sono mai divertito molto, per lo meno non da grande.

Poi gia dalla prima volta mi sono reso conto che il contesto era inspiegabilmente differente da quello che mi aspettavo.

La goliardia che accompagna le uscite è la stessa di quando eravamo bimbetti, e quindi ci cacciamo sempre in situazioni limite come strade che finiscono in mezzo ai rovi, proprietà private con tanto di cani mordaci che ci inseguono, le cadute di chi sentendosi già padrone del mezzo osa più del dovuto, e poi le forature le rotture di catena e via e via e via......

In ogni uscita c'è comunque il momento di estasi che.......proviamo a descrivere anche questo:

La fatica dei primi km è ormai lontana, la macchina muscolare è ormai a regime, la strada asfaltata è lontana, la campagna diffonde i suoi profumi più veri, inizia un tratto di sottobosco, i colori sono fantastici, il sole filtrando dagli alberi ti scalda e ti fa sentire vivo, vitale in mezzo alla vita; ma la strada cambia di nuovo, il sentiero si fa stretto la pendenza ora è notevole, non serve pedalare, conviene invece alzarsi sui pedali per essere pronti alle sconnessioni del terreno, destra sinistra e di nuovo destra, questa è stretta e la bici scivola via al retrotreno, la tengo, la tengo voglio di più qualche pedalata per andare più veloce e ecco il salto, sospeso in aria quei due secondi e di nuovo a terra in quell’atterraggio che per fortuna non ha sbilanciato il mio moto, sento uno strano rumore dietro, forse qualcuno non è atterrato altrettanto bene, ma non c’è tempo di pensare, nuova curva e nuovo salto e giù fino alla frenatona finale.

Noi Hell Boys:

Alessio alias Barcollo Alessio alias "barcollo" (ma non mollo):

Alessio l'ultimo entrato nel team, infatti il nome nasce proprio dalle sue prime uscite, con fatica stava al passo, ma con grande costanza e caparbietà non "mollava", tentennava, si fermava, ma non mollava. A lunga andare il passo, la velocità aumentava, e la passione cresceva... Oggi ci da anche le paghe!!! Gli piace molto la mota (fango), le pozzanghere e l'avventura.

Cristian alias Flash Cristian alias "flash":

Il capostipite del gruppo, quello che con insistenza invitava tutti a fare un giro in bici (oh! dai vieni anche te! du palle...), picchia e mena, picchia e mena, ci ha tirato tutti dentro. E' il più "snello", il più "bello", il più "veloce", non si ferma davanti a niente e non gli si sta dietro, cavolo. Odia i percorsi con troppa asfalto, e ama molto le salite come le discese.

Flavio alias Fly Flavio alias "fly":

E' stato il primo a cedere alle lusinghe di FLASH, ed a provato a fare qualche uscita (con una MTB da panico), è rimasto molto entusiasta che ha continuato nella sfida (comprando una MTB nuova). E' il tracciato ed esploratore del gruppo, scova, cerca, prova i percorsi più impervi (poi la maggior parte delle volte torna indietro). Amante dei SINGLE TRACK si diletta nella loro ricerca spasmodica per arricchire sempre di più i nuovi tracciati.

Pier Paolo alias Roster Pier paolo alias "roster":

Ex D.J., ed ex pantofolaio, si è fatto inciucciare dal FLY a provare ad uscire in MTB. Come si dice, la passione vien pedalando che... Ora non riesce a farne a meno. Il nome deriva proprio da quando faceva il DJ, non centra niente con la MTB. E' il WEB MASTER del gruppo, registratore dei tracciati con GPS, registratore dei filmati, delle foto, ecc. (cavolo ma devo fare tutto io). Amante della natura, della montagna, delle scalate, ha trasferito questa passione alle discese in MTB (si dura meno fatica), alle salite, ai single track, ecc.

Vincenzo alias ilTromba vincenzo alias "iltromba":

Il TROMBA, denominato così per la sua professione, era saltuario nelle prime uscite, ogni tanto si, ogni tanto no (preferiva stare a lettuccio). Con il passare del tempo, è diventato più costante (anche se si lamenta sempre "oggi un ce la fo"). Intimorito nelle discese, ma grintoso nei falsi piano, è riuscito a spezzare più catene lui che di una tronchese. Se hai problemi alla bici, lui dietro si porta un'officina (non gli manca niente). E' il pezzo meglio... grande Tromba!!!

 

La teoria del barattolo di maionese e dei due bicchieri di vino
Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.
Articolo su TUTTO MOUTAIN BIKE

La Mountain Bike come strumento di ricerca interiore
Con questo breve articolo non intendiamo certamente affrontare un argomento ampio come lo ZEN e anche se lo volessimo fare non ne avremmo le competenze. C'è però un aspetto nel nostro modo di concepire la Mountain Bike che in qualche modo richiama un principio filosofico molto importante dello Zen: il principio del "Qui e Ora".
Con "Qui e Ora" si intende vivere il momento presente prestando totale attenzione ad esso, senza che i pensieri vadano indietro nel passato o avanti nel futuro.

Perchè è importante vivere nel presente ?

Perché è l'unica cosa vera, il passato non c'è più e il futuro non c'è ancora, nel momento presente siamo in pace e non ci sono problemi.
Tutti i nostri pensieri, provate a farci caso, sono legati ad ansie rivolte a cose successe o preoccupazioni per situazioni che ancora devono verificarsi.
In certe situazioni è fondamentale essere presenti al 100%, pensiamo ad esempio al paracadutismo o al base jumping: una piccolissima distrazione potrebbe voler dire la morte! Non è certo il nostro caso, ma c'è un modo di vivere la Mountain Bike che può aiutarci a raggiungere il cosiddetto "Stato di Flow", il momento di grazia.
Questo modo di vivere la Mountain Bike ci avvicina a quella che comunemente viene definita "meditazione".
Lo scopo della meditazione è spegnere la mente superficiale interrompendo il costante e incessante flusso di pensieri, dando spazio alla mente profonda, quella silenziosa, che percepisce la realtà senza i condizionamenti e i pregiudizi dettati dalle esperienze passate o condizionamenti indotti da scadenze future.

La Mountain Bike come esperienza autotelica

Un'esperienza Autotelica è un'esperienza fine a se stessa, intrinsecamente soddisfacente, che ci gratifica cioè per il solo fatto di compierla.
Tutti a volte viviamo momenti di questo tipo, riconoscerli non è difficile in quanto possiamo facilmente individuare le sensazioni che si verificano nei momenti definibili come "stato di grazia":
Destrutturazione del tempo: la nostra percezione del tempo che scorre muta radicalmente, può sembrarci che il tempo stia scorrendo molto più in fretta del solito, oppure molto più lentamente, oppure ancora che si stia fermando.
Sensazione di controllo: sentiamo aumentare il nostro controllo su noi stessi e sulle azioni che compiamo.
Diminuzione della fatica: la sensazione di fatica tende a svanire.
Padronanza degli automatismi: le tecniche necessarie allo svolgere dell'attività che stiamo effettuando diventano semplici e automatiche.

Quando percepiamo il verificarsi di una o più delle sensazioni sopra elencate possiamo dire di aver raggiunto il cosiddetto "STATO DI FLOW": siamo talmente immersi in ciò che stiamo facendo che il resto perde importanza e ci sentiamo vividamente presenti e consapevoli. In poche parole stiamo vivendo il momento presente: "QUI e ORA".

Raggiungere lo Stato di Flow

La via più semplice da seguire per raggiungere lo Stato di Flow in sella alla nostra Mountain Bike passa essenzialmente attraverso due modi con i quali è possibile interrompere il costante flusso di pensieri, avvicinandoci conseguentemente al "Qui e Ora":

  1. Impegno fisico
  2. Difficoltà tecnica

Ecco quindi che gestiremo la fatica dominando la tentazione di mollare e ci alzeremo sui pedali, questo rappresenterà un impegno tramite il quale ci concentreremo sul momento presente. Lo sforzo fisico sarà tale da non permettere alla mente superficiale di distrarci, saremo quindi veramente noi, al 100%. Allo stesso modo affrontare una discesa tecnica ci obbligherà a concentrarci sulla tecnica di guida, basterà quindi mollare i freni poco più del solito e l'impegno nella conduzione della nostra Mountain Bike ci obbligherà ad essere attenti esclusivamente al momento presente, conducendoci in uno stato di benessere, in simbiosi con la natura nella quale siamo immersi. Anche ammirare uno splendido panorama una volta in vetta sarà un'ottima occasione per concentrarci solo su quel preciso istante, oppure bere una birra gelata insieme al proprio compagno di avventure al termine di un indimenticabile giro.

Questi sono solamente dei piccoli spunti che il Biker incuriosito potrà sperimentare, ovviamente con le dovute cautele affinché la sicurezza non venga mai meno.

Estrapolato dal sito Turbolince.

Cristian alias FLASH

Pier Paolo alias Roster

Vincenzo alias Il Tromba

Alessio alias Barcollo

Flavio alias Fly

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Ultimo aggiornamento 07 giugno 2010

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