Il nome Hell Boys deriva dal fatto che quando
hanno fatto le loro prime uscite su dei cancelli, qualcuno addirittura arrugginito,
avevano come sogno quello di riuscire quanto prima a risalire la famosa
discesa dell'inferno senza fermarsi.
La passione è andata crescendo, le uscite sono
diventate un appuntamento fisso e i vecchi cancelli sono stati sostituiti
con delle MTB.
Come spiegare questa passione...........Proviamoci:
Quando sono stato invitato per la prima uscita
ho accettato con diffidenza in quanto con la bicicletta non mi sono mai
divertito molto, per lo meno non da grande.
Poi gia dalla prima volta mi sono reso conto
che il contesto era inspiegabilmente differente da quello che mi aspettavo.
La goliardia che accompagna le uscite è la stessa
di quando eravamo bimbetti, e quindi ci cacciamo sempre in situazioni limite
come strade che finiscono in mezzo ai rovi, proprietà private con tanto
di cani mordaci che ci inseguono, le cadute di chi sentendosi già padrone
del mezzo osa più del dovuto, e poi le forature le rotture di catena e via
e via e via......
In ogni uscita c'è comunque il momento di estasi
che.......proviamo a descrivere anche questo:
La fatica dei primi km è ormai lontana, la macchina
muscolare è ormai a regime, la strada asfaltata è lontana, la campagna diffonde
i suoi profumi più veri, inizia un tratto di sottobosco, i colori sono fantastici,
il sole filtrando dagli alberi ti scalda e ti fa sentire vivo, vitale in
mezzo alla vita; ma la strada cambia di nuovo, il sentiero si fa stretto
la pendenza ora è notevole, non serve pedalare, conviene invece alzarsi
sui pedali per essere pronti alle sconnessioni del terreno, destra sinistra
e di nuovo destra, questa è stretta e la bici scivola via al retrotreno,
la tengo, la tengo voglio di più qualche pedalata per andare più veloce
e ecco il salto, sospeso in aria quei due secondi e di nuovo a terra in
quell’atterraggio che per fortuna non ha sbilanciato il mio moto, sento
uno strano rumore dietro, forse qualcuno non è atterrato altrettanto bene,
ma non c’è tempo di pensare, nuova curva e nuovo salto e giù fino alla frenatona
finale.
Noi Hell Boys:
Alessio alias
"barcollo" (ma non mollo):
Alessio l'ultimo entrato nel team, infatti il
nome nasce proprio dalle sue prime uscite, con fatica stava al passo, ma
con grande costanza e caparbietà non "mollava", tentennava, si fermava,
ma non mollava. A lunga andare il passo, la velocità aumentava, e la passione
cresceva... Oggi ci da anche le paghe!!! Gli piace molto la mota (fango),
le pozzanghere e l'avventura.
Cristian alias
"flash":
Il capostipite del gruppo, quello che con insistenza
invitava tutti a fare un giro in bici (oh! dai vieni anche te! du palle...),
picchia e mena, picchia e mena, ci ha tirato tutti dentro. E' il più "snello",
il più "bello", il più "veloce", non si ferma davanti a niente e non gli
si sta dietro, cavolo. Odia i percorsi con troppa asfalto, e ama molto le
salite come le discese.
Flavio alias "fly":
E' stato il primo a cedere alle lusinghe di
FLASH, ed a provato a fare qualche uscita (con una MTB da panico), è rimasto
molto entusiasta che ha continuato nella sfida (comprando una MTB nuova).
E' il tracciato ed esploratore del gruppo, scova, cerca, prova i percorsi
più impervi (poi la maggior parte delle volte torna indietro). Amante dei
SINGLE TRACK si diletta nella loro ricerca spasmodica per arricchire sempre
di più i nuovi tracciati.
Pier paolo alias
"roster":
Ex D.J., ed ex pantofolaio, si è fatto inciucciare
dal FLY a provare ad uscire in MTB. Come si dice, la passione vien pedalando
che... Ora non riesce a farne a meno. Il nome deriva proprio da quando faceva
il DJ, non centra niente con la MTB. E' il WEB MASTER del gruppo, registratore
dei tracciati con GPS, registratore dei filmati, delle foto, ecc. (cavolo
ma devo fare tutto io). Amante della natura, della montagna, delle scalate,
ha trasferito questa passione alle discese in MTB (si dura meno fatica),
alle salite, ai single track, ecc.
vincenzo alias
"iltromba":
Il TROMBA, denominato così per la sua professione,
era saltuario nelle prime uscite, ogni tanto si, ogni tanto no (preferiva
stare a lettuccio). Con il passare del tempo, è diventato più costante (anche
se si lamenta sempre "oggi un ce la fo"). Intimorito nelle discese, ma grintoso
nei falsi piano, è riuscito a spezzare più catene lui che di una tronchese.
Se hai problemi alla bici, lui dietro si porta un'officina (non gli manca
niente). E' il pezzo meglio... grande Tromba!!!
Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia,
pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire
nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di
maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò
quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi
risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola
di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono
gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo,
ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero
di si.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia.
Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli
domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse
pieno ed essi risposero con un si unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri
di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo,
riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti
risero!
“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che
voi consideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline
da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri
figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite;
cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto
riempirebbero comunque la vostra esistenza.
“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro
lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto,
le piccole cose.”
“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non
resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf.
Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo
e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai
dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità.
Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra
salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre
18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per
sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima
di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio.
Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.
Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse
il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia
chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare
piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri
di vino con un amico”.

Con questo breve articolo non intendiamo certamente
affrontare un argomento ampio come lo
ZEN e anche se
lo volessimo fare non ne avremmo le competenze. C'è però
un aspetto nel nostro modo di concepire la Mountain Bike che
in qualche modo richiama un principio filosofico molto
importante dello Zen: il principio del
"Qui e Ora".
Con
"Qui e Ora" si intende vivere il momento presente
prestando totale attenzione ad esso, senza che i pensieri
vadano indietro nel passato o avanti nel futuro.
Perchè è importante
vivere nel presente ?
Perché è l'unica cosa vera, il passato non c'è più e il
futuro non c'è ancora, nel momento presente siamo in pace e
non ci sono problemi.
Tutti i nostri pensieri, provate a
farci caso, sono legati ad ansie rivolte a cose successe o
preoccupazioni per situazioni che ancora devono verificarsi.
In certe situazioni è fondamentale essere presenti al 100%, pensiamo ad
esempio al paracadutismo o al base jumping: una piccolissima
distrazione potrebbe voler dire la morte! Non è certo il
nostro caso, ma c'è un modo di vivere la Mountain Bike che
può aiutarci a raggiungere il cosiddetto "Stato di Flow", il
momento di grazia.
Questo modo di vivere la Mountain Bike
ci avvicina a quella che comunemente viene definita
"meditazione".
Lo scopo della
meditazione è spegnere la mente superficiale
interrompendo il costante e incessante flusso di pensieri,
dando spazio alla mente profonda, quella silenziosa,
che percepisce la realtà senza i condizionamenti e i
pregiudizi dettati dalle esperienze passate o
condizionamenti indotti da scadenze future.
La Mountain Bike come
esperienza autotelica
Un'esperienza
Autotelica è un'esperienza fine a se stessa,
intrinsecamente soddisfacente, che ci gratifica cioè per il
solo fatto di compierla.
Tutti a volte viviamo momenti di
questo tipo, riconoscerli non è difficile in quanto possiamo
facilmente individuare le sensazioni che si verificano nei
momenti definibili come "stato di grazia":
Destrutturazione del tempo: la nostra percezione del
tempo che scorre muta radicalmente, può sembrarci che il
tempo stia scorrendo molto più in fretta del solito, oppure
molto più lentamente, oppure ancora che si stia fermando.
Sensazione di controllo: sentiamo aumentare il nostro
controllo su noi stessi e sulle azioni che compiamo.
Diminuzione della fatica: la sensazione di fatica tende
a svanire.
Padronanza degli automatismi: le
tecniche necessarie allo svolgere dell'attività che stiamo
effettuando diventano semplici e automatiche.
Quando
percepiamo il verificarsi di una o più delle sensazioni
sopra elencate possiamo dire di aver raggiunto il cosiddetto
"STATO DI FLOW": siamo talmente immersi in ciò che
stiamo facendo che il resto perde importanza e ci sentiamo
vividamente presenti e consapevoli. In poche parole stiamo
vivendo il momento presente: "QUI e ORA".
Raggiungere lo Stato di Flow
La via più semplice da seguire per raggiungere lo Stato di
Flow in sella alla nostra Mountain Bike passa essenzialmente
attraverso due modi con i quali è possibile interrompere
il costante flusso di pensieri, avvicinandoci
conseguentemente al "Qui e Ora":
- Impegno fisico
- Difficoltà tecnica
Ecco quindi che gestiremo la fatica dominando la
tentazione di mollare e ci alzeremo sui pedali, questo
rappresenterà un impegno tramite il quale ci
concentreremo sul momento presente. Lo sforzo fisico
sarà tale da non permettere alla mente superficiale di
distrarci, saremo quindi veramente noi, al 100%. Allo
stesso modo affrontare una discesa tecnica ci obbligherà
a concentrarci sulla tecnica di guida, basterà quindi
mollare i freni poco più del solito e l'impegno nella
conduzione della nostra Mountain Bike ci obbligherà ad
essere attenti esclusivamente al momento presente,
conducendoci in uno stato di benessere, in simbiosi
con la natura nella quale siamo immersi. Anche
ammirare uno splendido panorama una volta in vetta sarà
un'ottima occasione per concentrarci solo su quel
preciso istante, oppure bere una birra gelata insieme al
proprio compagno di avventure al termine di un
indimenticabile giro.
Questi sono solamente dei piccoli spunti che il Biker
incuriosito potrà sperimentare, ovviamente con le
dovute cautele affinché la sicurezza non venga mai meno.
Estrapolato dal sito Turbolince.
Cristian alias FLASH
Pier Paolo alias Roster
Vincenzo alias Il Tromba
Alessio alias Barcollo
Flavio alias Fly